Il rapporto EFVV può essere ottenuto dai gruppi nazionali aderenti alla coalizione sotto forma di stampa o in CD. Per gli indirizzi consultare la lista delle associazioni aderenti. Riportiamo di seguito solo le conclusioni generali del rapporto e le nostre proposte. Conclusioni Generali La nostra ricerca si è basata su un campione di circa 1000 casi individuali, con una distribuzione di età che va dalla nascita a circa 75 anni e, per Belgio, Gran Bretagna, Francia e Germania in un periodo di tempo di circa 6 anni (dal 1999 al 2004). La ricerca spagnola ha interessato un lasso di tempo maggiore, 12 anni (1987-2004). La maggior parte delle patologie riscontrate da coloro che hanno risposto al questionario non sono state riconosciute come complicanze post-vaccinali e, di conseguenza, non sono state riportate dai servizi di farmaco-vigilanza deputati. Tutti i pazienti (o i loro congiunti) hanno ammesso che fin dal primo momento hanno sospettato la vaccinazione come causa dei loro sintomi, ma che i medici non hanno provveduto ad un adeguato monitoraggio e hanno negato ogni rapporto causa-effetto. Molti dei pazienti si sono lamentati di essere stati trattati dai loro medici con assoluta noncuranza e disprezzo, persino ridicolizzati, rifiutando di accettare il fatto che un vaccino possa essere stato responsabile di quanto loro accaduto e che spesso viene definito (minimizzando) come "disturbo" (vedere a tale proposito la lettera allegata a pag. 57). Fra gli altri, vale la pena di sottolineare i seguenti punti come i più significativi:
Tipologie dei disturbi Le complicazioni post-vaccinali osservate vanno da una anomala febbre elevata e persistente o una inspiegabile ipotermia fino alla morte, incluse una lunga serie di patologie che interessano tutto l'organismo. La lista seguente dà un'idea generale di queste patologie: Patologie di tipo neurologico:
Patologie di tipo allergico:
Infezioni:
Malattie autoimmuni:
Tumori:
SIDS (Sindrome cosiddetta della morte improvvisa):
Tipi di vaccino e patologie correlate I vaccini multidose contenenti difterite, tetano, polio, pertosse e/o Hib sono quelli che più frequentemente sono stati implicati in patologie neurologiche. Il vaccino antiepatite B è quello che più di altri è stato segnalato come responsabile per malattie di carattere autoimmune o delle articolazioni e per una serie di patologie che sono state classificate in modo generico come "fatica cronica". Il vaccino trivalente MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia) è stato considerato come responsabile della comparsa di diabete, ENT(1) e problemi renali, come pure di artriti. (1) Malattia comune in cani e gatti. Comunemente si manifesta con disturbi all'udito, ostruzione delle vie aeree superiori, disfagia e tumori della testa e del collo. Il vaccino antinfluenzale sembra causare problemi respiratori e indurre vari disturbi di tipo influenzale. Tutti gli altri vaccini, sia combinati che in dose singola, somministrati in un modo o nell'altro possono indurre disturbi la cui intensità e durata variano da individuo a individuo.
Intervallo di tempo intercorso prima del comparire dei sintomi Per tre quarti delle vittime dei danni da vaccino, il tempo intercorso fra la vaccinazione e la comparsa dei primi sintomi varia da qualche ora dopo la somministrazione fino ad un massimo di 60 giorni. Altri eventi avversi possono comparire oltre i primi due mesi dalla somministrazione. In alcuni casi gli effetti indesiderati possono comparire anche dopo diversi anni dall'iniezione. In tali casi è ovviamente difficile stabilire con assoluta certezza un collegamento fra la malattia e la vaccinazione, specialmente se non si è mai istituito un sistema di monitoraggio adeguato all'osservazione di questi fenomeni. Quello che può essere osservato più comunemente è il fatto che dopo la prima somministrazione di vaccino, i bambini sembrano talvolta indisposti (disturbi del sonno, perdita di appetito, cambiamenti nel carattere, irritabilità, infezioni ricorrenti dell'apparato respiratorio, ecc.). Questi disturbi sono considerati "normali" ma purtroppo sono dei sintomi precursori di patologie più pesanti che possono manifestarsi anche molto tempo dopo nel corso della vita. Questo studio non pretende di essere una valutazione statistica o epidemiologica rigorosa. Dobbiamo tuttavia riconoscere che il numero delle reazioni avverse post-vaccinali raccolte è senz'altro significativo. Sono in numero sufficientemente elevato da smentire la propaganda dei sostenitori delle vaccinazioni che tende a far considerare i vaccini come virtualmente sicuri. Le percentuali dei danneggiati riferite dalla classe medica spesso non riflettono la realtà dei fatti. I genitori dei bambini danneggiati diventano niente più che dei numeri in un gioco di profitti e perdite (quando sono considerati) mentre per loro il vaccino è stato sicuramente una perdita al 100%. Tutte le vittime dei vaccini si sentono, senza eccezione alcuna, abbandonate a se stesse e alla loro disperazione. Se ci fosse stata una registrazione dettagliata delle reazioni avverse ai vaccini nell'ultimo secolo allora potremo notare che i grandi successi che sono attribuiti a questa branca della medicina moderna sono molto meno imponenti di quanto non si voglia far credere. È molto probabile che la totalità delle vittime dei danni da vaccino superi di gran lunga le vittime delle malattie per cui si vaccina. Dovremo quindi continuare una pratica che risulta così destabilizzante per la salute dell'umanità e che rappresenta un così pesante fardello per la nostra società. Noi speriamo sinceramente che il risultato del lavoro fatto qui in Europa risuoni attraverso gli altri paesi nel mondo e che possa far aumentare la consapevolezza di questa controversa questione.
La PROPOSTA dell'EFVV
INTRODUZIONE Il Forum Europeo per la Vigilanza sui Vaccini ha lavorato attivamente in circa dieci paesi europei negli ultimi sei anni. Questo lavoro, che ha comportato ricerche nel campo delle reazioni avverse in conseguenza delle vaccinazioni, ha comportato la convinzione che tali vaccinazioni non debbano mai più essere imposte e che gli eventi avversi debbano essere riconosciuti in una più vasta scala.
Assenza di una farmacovigilanza pre-vaccinale Il nostro lavoro ha evidenziato che in tutti i paesi europei, lo stato di salute dei pazienti prima della vaccinazione non viene mai preso in considerazione. La mancanza di conoscenza di ogni profilo individuale e la mancanza di sensibilità per questo aspetto è una caratteristica comune della farmacovigilanza in tutta Europa. Se la vaccinazione viene concepita come uno strumento di prevenzione, la consapevolezza e l'approfondimento della storia sanitaria di ogni profilo candidato alla somministrazione deve essere un prerequisito essenziale. Le attuali conoscenze nel campo della immunologia (e particolarmente le informazioni sul sistema HLA) indicano la necessità di un'indagine approfondita delle predisposizioni e della suscettibilità individuale prima della somministrazione di alcun vaccino.
Assenza di una farmacovigilanza post-vaccinale Nessun sistema di farmacovigilanza specifico per le vaccinazioni, degno di questo nome, è presente nei vari paesi. Sembra quindi estremamente necessario istituire un sistema globale ed indipendente per poter monitorare l'effetto delle vaccinazioni sulla nostra popolazione. Al momento, l'effetto delle vaccinazioni è stato osservato in un lasso di tempo breve (tre mesi al massimo) e ciò è totalmente insufficiente per mettere in evidenza le reazioni avverse alla stimolazione degli antigeni. I vaccini causano un cambiamento sul lungo termine nell'organismo umano ed è perciò in questo intervallo temporale che si deve considerare la validità di ogni intervento di prevenzione. È stato osservato che le vaccinazioni routinarie causano un graduale indebolimento dell'organismo che comporta l'emergere di sempre nuove malattie croniche di tipo degenerativo la cui diffusione è sempre maggiore, spesso partendo da casi sporadici, e verso le quali le cure tradizionali non hanno alcuna efficacia. Questa evidenza non è emersa solo nei paesi europei dove i nostri gruppi hanno lavorato ma anche in tutto il resto del mondo, in ogni area geografica, cultura o razza.
I vaccini multidose non permettono di stabilire il meccanismo causa-effetto Al momento, l'uso di vaccine multidose (fino a sette antigeni somministrati in una sola volta) rende difficile, se non impossibile, applicare qualsiasi tipo di metodologia allopatica per stabilire un collegamento di causa-effetto fra uno specifico vaccino e l'eventuale patologia insorta come conseguenza. Solo le cosiddette "medicine non convenzionali" offrono un approccio appropriato a questo problema e possono aiutare a capire meglio questa potenziale relazione. La gran parte dei vaccini combinati prodotti oggigiorno sono stati coinvolti in programmi di ricerca per stabilire possibili relazioni di causa-effetto. Questo però non giustifica comunque l'accettazione di questi rischi o l'opinione che i problemi che sorgono dopo una vaccinazione non sono altro che delle "coincidenze". Una tale opinione è eticamente insana. Ora, dopo 100 anni di vaccinazioni di massa, abbiamo osservato che il numero delle patologie post-vaccino superano di gran numero i casi di malattie che si supponeva di eliminare con le vaccinazioni medesime. Possiamo definire questo un caso di progresso scientifico? Qual è l'impatto reale che hanno le vaccinazioni sulla nostra salute? Non c'è un'unica definizione di salute e la malattia presenta normalmente molte sfaccettature. Questo rende difficile stabilire un chiaro legame fra causa ed effetto. Dobbiamo quindi smettere di chiedere una "protezione assoluta" (come nel diritto penale) ed eccedere in prudenza, basando le nostre decisioni su ammassi di probabilità scientifiche. Dobbiamo soprattutto ascoltare le vittime dei vaccini e prendere in considerazione le loro malattie. La specie umana è qualcosa di più che una semplice raccolta di statistiche e ridurla ad una questione economica di profitti e perdite è veramente tragico. Noi proponiamo quindi: I - Assumendo l'uguaglianza costituzionale 1 - Che le vaccinazioni obbligatorie siano abolite in tutti paesi europei Nessuna legge possa giustificare la pratica delle vaccinazioni obbligatorie perché esse rappresentano un assalto alla nostra integrità fisica e perciò rappresenta una violazione di tutti i principi fondamentali che garantiscono le libertà fondamentali difese su tutto il territorio europeo (dichiarazione dei diritti umani, carta europea dei diritti fondamentali, codice europeo di etica medica, principio di precauzione, ...). L'abolizione delle vaccinazioni obbligatorie eliminerebbe la possibilità di applicare la restrizione di questi diritti imposta contro i bambini che frequentano la scuola o verso qualsiasi persona nei luoghi di lavoro. Ogni obbligo o coercizione, diretta o indiretta, fisica o morale che riguardi l'immunizzazione deve perciò essere abolita. 2 - Escludendo l'abolizione dell'obbligo vaccinale, che si possa applicare una clausola di obiezione di coscienza Questo implica che tutti i cittadini si possano richiamare ad una clausola, per mezzo della quale, facendo appello alla propria coscienza e assumendo la completa responsabilità delle proprie azioni, abbiano il diritto di scegliere se vaccinarsi o meno e se vaccinare o meno i propri figli. La libertà di scelta di vaccinazione deve far parte dei diritti fondamentali dell'uomo e, di conseguenza, nessun procedimento penale dovrà essere avviato verso coloro che la rivendicano. 3 - Che non ci siano discriminazioni di legge per i non vaccinati Questo implica parità di diritti in tutti gli aspetti legislativi, di lavoro e di salute. Nessuna discriminazione potrà perciò essere tollerata fra coloro che sono vaccinati e quanti non lo sono. La scelta di non vaccinare un bambino non dovrà mai essere considerata un reato che possa comportare l'incriminazione di un genitore in una situazione di conflitto personale (ad es. una causa di divorzio ecc.). Questa libertà di scelta, chiaramente stabilita dalla legge, dovrà essere fatta osservare in tutto il territorio europeo, senza eccezione alcuna e allo stesso modo. 4 - Che l'integrità fisica di ogni cittadino europeo meriti il totale rispetto L'imposizione della vaccinazione è un assalto all'integrità fisica individuale, come definito in tutti i testi di legge che garantiscono le libertà fondamentali in tutta l'unione europea. È intollerabile che la vaccinazione possa essere un'eccezione a questa regola o che possa essere considerata al di fuori della legge. Con la scusa della protezione delle masse, la vaccinazione, in qualche modo, riesce ad evadere il sistema legislativo privato in modo tale da privare il cittadino del controllo del proprio corpo. Insistiamo che la vaccinazione è in ogni caso una questione di scelta personale che riguarda ogni individuo, senza alcuna pressione di carattere governativo, medico o economico.
II - Che ciascuno possa essere completamente informato riguardo agli eventi avversi delle vaccinazioni 1 - Che ne siano informate le autorità sanitarie e la popolazione I medici e le case farmaceutiche devono informare a norma di legge i loro pazienti e l'opinione pubblica sui rischi associati ai loro trattamenti. In tal modo, la notifica dei casi di patologie conseguenti la vaccinazione dovrà essere obbligatoria. I dati raccolti nel merito dovranno essere di dominio pubblico nella loro integrità, senza nessuna censura e omissione. Essi non dovranno essere nascosti, censurati o negati dalla classe medica: infatti potrebbero costituire la base per una discussione preparatoria alla vaccinazione fra il paziente e il suo medico generico, in modo da permettere una scelta consapevole. Il dovere del medico deve essere principalmente quello di ridurre ogni rischio (ad es. attraverso l'uso di un questionario standard per raccogliere le informazioni necessarie a stabilire eventuali predisposizioni personali). È essenziale che tutti gli studenti in medicina ricevano una formazione approfondita sui rischi che sui benefici delle vaccinazioni e che, a tale proposito, possano essere consultati diversi pareri di medici e paramedici. 2 - Che ne siano informati gli esperti Tutti i rappresentanti delle varie discipline della medicina e delle cosiddette cure alternative dovrebbero essere presenti a livello degli organismi governativi europei laddove si debbano prendere delle decisioni di carattere generale. 3 - Che ne siano informati i pazienti Tutti i componenti dei vaccini devono essere indicati nei foglietti illustrativi che accompagnano il farmaco. I produttori che omettono di indicare queste informazioni devono essere sanzionati e obbligati a renderne conto. Questi componenti devono essere specificati anche in tutti i dizionari medici (Vidal, Martingale, Red Book, Medex, ecc.)
III - Che si crei un sistema di farmacovigilanza indipendente 1 - Che siano rispettati i principi di precauzione Se prendiamo i singoli componenti dei vaccini singolarmente possiamo dire che i vaccini sono delle sostanze altamente tossiche. In aggiunta, i principi attivi, vivi o attenuati con i quali sono prodotti, rappresentano un rischio diretto, visto che essi possono in qualsiasi momento tornare al loro stato di attività originale. Per di più, contrariamente a quanto viene normalmente detto sulla loro efficacia, la loro innocuità e la durata della protezione che conferiscono verso la malattia sono alquanto incerte, rendendoli dei prodotti estremamente rischiosi. I vaccini sono inoltre somministrati ad individui che sono ognuno diverso dall'altro e ciò può portare in qualsiasi momento a delle reazioni inaspettate ed imprevedibili. È vitale, in questi casi, che venga rispettato il principio di precauzione, secondo il quale nessuna azione viene intrapresa se c'è anche il minimo dubbio che possa arrecare danno. In questo senso, sarebbe assolutamente inconcepibile per i medici che preparano la letteratura scientifica sulle controindicazioni alle vaccinazioni essere sottoposti a qualsiasi tipo di pressione. Allo stesso tempo, ai genitori che scelgono di rinviare le vaccinazioni dei loro figli, deve essere permesso di iniziare il ciclo vaccinale dopo il secondo anno di vita del bambino. Considerando il danno che i metalli pesanti arrecano all'organismo umano, è fondamentale che il mercurio, l'alluminio e tutti i composti la cui presenza è causa ben nota di reazioni avverse, vengano rimossi dai preparati vaccinali. 2 - Che si conducano indagini esaustive sugli eventi avversi delle vaccinazioni È imperativo che venga costituita una unità di farmacovigilanza espressamente per i vaccini. I dati raccolti da questa unità devono essere accessibili all'opinione pubblica, ai medici, a tutti gli operatori sanitari, ai gruppi organizzati che operano in questo settore , pazienti ecc. Questa unità, che opererebbe in ogni paese della comunità europea, dovrebbe riportare ad organismi scientifici indipendenti. Queste autorità di farmacovigilanza avrebbero la responsabilità di ricevere e distribuire (all'interno dei foglietti illustrativi del farmaco) tutte le informazioni sull'effetto delle vaccinazioni, senza restrizioni di ogni genere. I medici e i professionisti del settore dovrebbero segnalare a questa unità ogni evento avverso post-vaccinale e ciascuno dovrebbe avere il diritto di indirizzare una denuncia di non conformità alle regole così stabilite, qualora il personale preposto ometta tali segnalazioni. L'idea di un Centro Europeo di Vaccinovigilanza, ovvero di un Osservatorio Europeo per gli effetti avversi alle vaccinazioni, fu proposta molto tempo addietro, durante la riunione di intergruppo del Parlamento Europeo, tenuta dal Prof. Lery, il 7 luglio del 1996, a Strasburgo. Per essere veramente operativa, una tale unità di vaccinovigilanza dovrebbe essere orientata al servizio dei consumatori e non a quello dei produttori di vaccini. In quanto tale, prima di considerare valido ogni studio di ricerca sull'argomento, dovrebbero essere sentite diverse opinioni scientifiche indipendenti.
IV - Indennizzo di tutti i danni da vaccino È altrettanto imperative che in tutti i paesi della Comunità Europea venga costituito un sistema per l'indennizzo automatico di tutte le vittime dei vaccini. Le procedure burocratiche che le persone danneggiate devono seguire per ottenere il riconoscimento del loro status di danneggiati e per avere al contempo la giusta considerazione da parte della classe medica, dovranno essere semplificate. Troppo spesso i disturbi di cui soffrono queste persone sono minimizzati fino al ridicolo, dal momento che viene ipotizzata qualsiasi relazione con una vaccinazione. Se dobbiamo parlare, purtroppo ancora oggi, della necessità di una adeguato indennizzo verso le persone danneggiate da vaccino, senza doversi inoltrare nelle pastoie burocratiche, ciò è principalmente dovuto alla mancanza di sensibilità del problema a qualsiasi livello. È necessario un drastico cambiamento nell'affrontare questo tema e questo sarà possibile se, e soltanto se, diventerà possibile accertare il vero costo delle vaccinazioni per la nostra società, così da poter ribaltare il cosiddetto rapporto rischio/beneficio. .
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